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Il 2023 sarà di nuovo l'anno della ristorazione

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Nei due anni di pandemia, e in qualche modo con conseguenze che si trascinano fino a oggi, il mondo dei ristoranti ha patito le limitazioni e le ristrettezze più dure di tutto il mondo economico. Ma già prima del coronavirus, il comparto del food era uno dei più trainanti per l'economia italiana e, pur con le difficoltà ancora in corso, è destinato ancora una volta a crescere fino a diventare primario. Nuove ricerche, infatti, sostengono che il 2023 sarà l'anno della ristorazione.

A dirlo, per esempio, è la società di consulenza Deloitte attraverso il nuovo studio del suo Foodservice Market Monitor, come riporta anche AdnKronos. Nel report in sostanza si analizza la crescita anche in valore di mercato della cucina italiana nel mondo. Dopo il calo dovuto all’emergenza sanitaria negli scorsi anni, ora la ristorazione torna a crescere in Europa con un ritmo del +6,8% e nel 2023 raggiungerà il livello pre-pandemia.

Lo stesso studio dimostra come a guidare questa riscossa del mondo food saranno formati agili come i bar e i café ( +8,1%) e lo street food (+5,6%), e alcuni ambiti come i fast food potrebbero recuperare lo status prepandemico già nel 2022. In generale comunque la cucina italiana riconquisterà i livelli pre-covid anche per quanto riguarda il valore di mercato, riattestandosi sui 205 miliardi di euro (una crescita del 25% rispetto al 2021). 

Un valore economico fondamentale

“Per salvaguardare la sostenibilità del business nel lungo periodo, le aziende del settore devono considerare tre imperativi", dice Tommaso Nastasi, Value Creation Services Leader di Deloitte:"Investire sulle competenze e l’integrazione di front e back end, potenziare l’engagement sia verso i clienti sia verso il proprio personale, e innovare l’esperienza per il cliente, facendo leva su soluzioni digitali di prossima generazione”.

La cucina italiana è poi un asset che va tutelato a tutti i costi, soprattutto perché riconosciuto a livello globale: "Tra i ristoranti con servizio di qualità a livello internazionale la penetrazione della cucina italiana sfiora il 20%”, continua Nastasi. "Il posizionamento della ristorazione italiana nel mondo, tuttavia, è in prevalenza di 'value for money', con una maggiore concentrazione di ristorazione 'premium price' nei Paesi dell’Asia". Nel mondo sono cioè disposti a pagare cifre importanti per mangiare italiano, noi dobbiamo continuamente ricordarci di investire e innovare in un settore cruciale per il nostro Paese.

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