TheFork: un giorno nella vita di un ristorante

11 luglio 2022
Volunteering project

I dipendenti di TheFork sono scesi in campo per vivere il dietro le quinte dei ristoranti

Dopo due anni di pandemia la ristorazione continua a dover affrontare molte sfide, dall’aumento dell’inflazione che incide sui costi fissi e variabili degli esercizi alla mancanza di personale. Di contro, i consumatori desiderano concedersi sempre più esperienze gastronomiche fuori casa, basti pensare che a maggio la crescita delle prenotazioni su TheFork rispetto allo stesso mese del 2019 ha segnato un +40%. 

Per capire meglio queste sfide e sviluppare soluzioni positive per il settore, TheFork ha deciso di trascorrere un giorno nella vita di un ristorante invitando i suoi dipendenti a svolgere mansioni di sala e cucina.

Il progetto 

Il modo migliore per aiutare i ristoranti e comprenderne le esigenze è lavorare sul campo con loro. Ecco perché, dal 27 giugno all’8 luglio, circa 100 forkies a Milano, Barcellona e Parigi hanno messo da parte i loro ruoli nel Top Management, marketing, vendite o gestione dei clienti, per entrare nella vita quotidiana dei ristoranti affiancando lavapiatti, addetti al ricevimento e camerieri. 

Oltre ad aiutare i dipendenti di TheFork a comprendere meglio le sfide che i ristoratori devono affrontare ogni giorno, questo progetto mira anche a mettere in luce gli aspetti positivi di TUTTE le professioni della ristorazione che, siano esse in sala o in cucina, contribuiscono alla magia di offrire ai clienti fantastiche esperienze gastronomiche.

Porteremo tutti questi insegnamenti negli uffici di TheFork e li useremo sicuramente per continuare a fornire ai ristoranti le soluzioni migliori!

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Le testimonianze

“Lavorare in un ristorante rappresenta un’esperienza formativa anche per chi punta ad altre carriere. Sviluppa abilità di vendita, problem solving, capacità di lavorare in team e autonomia, e molte altre skill che sono ricercate dalle aziende. Io stesso ho lavorato come pizzaiolo prima di diventare un imprenditore. Nel caso del nostro team ho fortemente voluto questa iniziativa. È stata un’occasione per tutti noi di conoscere in modo diretto il lavoro dei ristoratori e incontrare da vicino i clienti finali, al fine di elaborare le migliori soluzioni tecnologiche per rispondere alle esigenze di entrambi. TheFork supporta i ristoranti nella gestione delle prenotazioni, nella redditività, nella comunicazione, nella riduzione dello stress e quindi dell'attrattività generale come recruiter, mentre permette agli utenti di trovare sempre esperienze gastronomiche capaci di soddisfare le loro esigenze”, racconta Almir Ambeskovic, CEO di TheFork, che è stato il primo a scendere in campo per questa attività.  

“I ristoranti sono a corto di personale nonostante la domanda dei consumatori sia in netta ripresa. Abbiamo deciso di scoprire concretamente il dietro le quinte e confrontarci con alcuni dei principali stakeholder del settore per andare a fondo del problema. Sicuramente quello nei ristoranti è un lavoro duro, con turni resi ancor più impegnativi dall’attuale carenza di personale, ma è capace di dare anche molta soddisfazione. Lavorando al fianco dei ristoratori e del loro staff abbiamo potuto toccare con mano la passione che ci mettono e quanto sia gratificante rendere felici i clienti, ed è in effetti uno degli aspetti che il personale dei ristoranti con cui abbiamo collaborato ha evidenziato più spesso” spiega Valentina Quattro, a capo delle Industry Relations di TheFork.

Quali siano queste difficoltà lo spiega bene Restworld, piattaforma che permette l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nella ristorazione, insieme a Gabriele Bianchi: “È vero che esistono alcuni furbetti e che ci sono in certi casi stipendi economicamente poco attraenti a fronte di turni di lavoro importanti ma ricordiamo anche che gli esercenti si trovano ad affrontare un cuneo fiscale enorme in Italia e non hanno sempre la possibilità di erogare tirocini formativi. Questo incide sull’attrattività delle carriere del settore. Inoltre, il racconto mediatico delle professioni gastronomiche si è concentrato solo sui grandi chef, ignorando l’importanza delle professioni di sala che rischiano di essere bistrattate”. 

Non solo. Per attrarre talenti, aggiunge ancora Restworld, i ristoranti possono offrire corsi di formazione di vario tipo: giornate di team building, buoni sconto o servizi e ripensare la gestione dei tempi, degli spazi e del personale. In questo senso soluzioni tecnologiche come TheFork possono affiancarli nella semplificazione del lavoro e di conseguenza nella riduzione dello stress, azzerando i tempi dedicati alle prenotazioni che vengono completamente automatizzate. 

Perché i giovani dovrebbero avvicinarsi alle carriere nel settore, invece, lo spiega bene Sonia Re, Direttrice Generale APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani): “La carriera nel settore della ristorazione è faticosa ma di grande soddisfazione, perché è un percorso fatto di creatività, prospettive, crescita e che dà anche lustro al nostro Paese. Ma bisogna aiutare i giovani, fin dai percorsi scolastici, a re-innamorarsi di questa professione che insegna anche importanti abilità trasversali quali flessibilità, rapidità nel prendere decisioni, fantasia, capacità di lavorare in squadra. Il mondo della ristorazione è in costante evoluzione, nascono continuamente nuovi format e quindi nuove prospettive di carriera”. 

Per quanto riguarda la reputazione del mondo della ristorazione in fatto di carriere poco appetibili, APCI sottolinea che si tratta di una ‘facile accusa’ per giustificare un sistema che ha problemi ben più gravi. I ristoratori seri, come tutti gli imprenditori seri, pagano in base ai contratti di lavoro e offrono posizioni interessanti. Per contrastare chi crea questa reputazione bisogna lavorare al fianco delle istituzioni, aiutando chi deve prendere delle decisioni a comprendere le reali dinamiche di questo settore, le esigenze di professionisti e imprenditori. Devono cambiare le regole di ingaggio, tenendo conto di costruire percorsi di lavoro che siano regolarmente retribuiti in base all’impegno richiesto.  

 

Ecco il video racconto di questa iniziativa!

 

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